Blog

26-06-2017

VILLA ROMANA DI PATTI

 

 

LA VILLA ROMANA

 

La villa romana di Patti, è una residenza extraurbana di epoca romana, che si trova a Patti, in provincia di Messina.

Nel corso degli anni settanta due importanti scoperte hanno gettato nuova luce sulla realtà del latifondo tardo romano, consentendo di collocare in una più chiara prospettiva storica anche la grande villa del Casale di Piazza Armerina.

La villa romana di Patti è stata scoperta nel 1973, durante i lavori di costruzione di un tratto d'autostrada, quando due piloni hanno distrutto parte del lato nord della villa a 6 km di distanza da Tindari. Anche se le operazioni di scavo sono tuttora in corso e molti vani attendono di essere scavati fino al livello del pavimento, la configurazione generale della villa è piuttosto chiara.

La parte esplorata corrisponde al nucleo centrale della villa, con al centro una corte a peristilio intorno alla quale ruota la zona residenziale della villa. I vani maggiormente rappresentativi, tipici dell'edilizia privata tardoantica, sono costituiti dall'aula absidata, che si apre al centro dell'ala ovest e dal triconco, vero punto focale dell'ala sud, che dal peristilio guarda verso il mare. Il mosaico dell'aula absidata è andato distrutto, ma le pavimentazioni del peristilio e quelli del triconco sono in eccellente stato di conservazione.

Il mosaico del peristilio consiste in una griglia di pannelli quadrati inseriti in una cornice continua di ghirlande d'alloro arricchite da motivi ornamentali e floreali. Il mosaico del triconco ha medaglioni circolari e ottagoni dai lati curvilinei includenti protomi animali. Il livello non elevatissimo tanto del disegno quanto della policromia sembrano indicare nel mosaico il prodotto di un'officina siciliana piuttosto che africana. Ulteriori risultati delle indagini di scavo saranno fondamentali per definire con maggior precisione la cronologia della villa che, sorta nel IV secolo d.C., fu distrutta da un violento terremoto intorno al 400 d.C.

Successivamente al sisma, in età bizantina, tra VI e VII secolo d.C, i resti della villa furono in parte riabituati, e ristrutturati: a questa fase insediativi appartengono una serie di tombe a fossa in muratura Sia i corredi sia i materiali ceramici e numismatici dei corrispondenti livelli abitativa consentono di definire un protrarsi dell'abitato almeno sino al X secolo d.C.

Il piccolo Antiquarium della Villa, aperto nel gennaio 2001, offre un'esemplificazione scelta sia delle testimonianze di cultura materiale delle varie fasi abitative della villa, soprattutto le diverse classi ceramiche, quali terra sigillata africana e di altre fabbriche, lucerne, ceramica da cucina, ceramica comune di diverse tipologie, anfore, dolii ecc. ma anche terrecotte figurate e, fra le altre classi di manufatti, oreficerie, monete, una tessera da circo a rilievo in bronzo etc.Sono anche esposti manufatti in marmo di particolare pregio dalle decorazioni, soprattutto architettoniche, della Villa del IV secolo d.C. e di quella precedente: mensole architettoniche, un capitello corinzieggiante, una lastra con figurazione a rilievo (una donna e una Nike che compie una libagione presso un altare), un altorilievo con una figura panneggiata in trono, un torso maschile ecc. L'esposizione è didatticamente arricchita da pannelli con planimetrie delle varie fasi della Villa e ricca documentazione fotografica.

 

 

 

    COMPOSIZIONE DELLA VILLA :

    1) Un ingresso secondario ed i suoi annessi sul lato Ovest;.

    2) Il nucleo di rappresentanza,e fulcro dello sviluppo planimetrico, costituito dal grande peristilio porticato attorno al quale si articolano diversi ambienti, fra cui spiccano, sul lato meridionale, l’ampia sala Tricora a tre absidi coperte da semicupole, presumibilmente il triclinium, e la grande sala absidata sul lato orientale, in posizione eccentrica. I pavimenti dei portici del peristilio come quelli della sala tricora, e degli altri ambienti non ancora completamente esplorati, risplendono per la ricca decorazione musiva, che i caratteri figurativi e stilistici e gli schemi figurativi consentono di ascrivere alla grande scuola dell’Africa settentrionale, cui si devono anche i complessi musivi delle ville di Piazza Armerina e del Tellaro. Nella sala tricora la decorazione si sviluppa in un intreccio di medaglioni circolari e di ottagoni curvilinei con al centro diversi animali domestici e selvatici. Nel portico del peristilio si estendeva un vero e proprio tappeto variopinto con doppia serie di riquadri a motivi geometrici o floreali delimitati da festoni di alloro,trecce e meandri spezzati.

    3) Un grande portico all’estremità nord del complesso,del quale deve essere completato l’esplorazione.

    4) Gli impianti termali a nord-est del peristilio.
    La Villa come attestano i dati di scavo si impiantò, nel corso del IV secolo d.C, su di un complesso più antico,un’altra villa sorta probabilmente (a sua volta su una precedente fase edilizia) tra il II e il III secolo d.C.Di essa sono stati messi in luce, al di sotto del piano pavimentale della corte peristilio,le fondazioni di alcuni ambienti disposti attorno a una sala più ampia - sul quale si apre un vano (un tablinum) con pavimento musivo policromo con medaglione con la figura del dio Dioniso e ai lati riquadri con bighe guidate da eroti e trainate da antilopi e fiere. La lunga e paziente analisi dei crolli dell’elevato all’interno del peristilio e della loro ha portato ad accertare che nella seconda metà del IV secolo d.C la villa fu abbattuta da un catastrofico terremoto.

    Nell’ambito di lunghi e difficili interventi di restauro e di anastilosi, ancora in corso, sono stati risollevati il pilastro dell’angolo sud orientale del portico,un tratto del muro di fondo del peristilio,ad est della sala trifora e l’antistante arco ribassato, impostato su due pilastri.
    Successivamente al sisma,in età bizantina,tra VI e VII secolo d.C, i resti della villa furono in parte riabituati, e ristrutturati: a questa fase insediativi appartengono una serie di tombe a fossa in muratura Sia i corredi sia i materiali ceramici e numismatici dei corrispondenti livelli abitativa consentono di definire un protrarsi dell’abitato almeno sino al X secolo d.C..

    Il piccolo Antiquarium della Villa, aperto nel gennaio 2001, offre un esemplificazione scelta sia delle testimonianze di cultura materiale delle varie fasi abitative della villa, soprattutto le diverse classi ceramiche, quali terra sigillata africana e di altre fabbriche, lucerne, ceramica da cucina, ceramica comune di diverse tipologie, anfore, dolii etc. ma anche terrecotte figurate e ,fra le altre classi di manufatti, oreficerie, monete, una tessera da circo a rilievo in bronzo etc.Sono anche esposti manufatti in marmo di particolare pregio dalle decorazioni, soprattutto architettoniche, della Villa del IV secolo d.C. e di quella precedente:mensole architettoniche, un capitello corinzieggiante, una lastra con figurazione a rilievo (una donna e una Nike che compie una libagione presso un altare), un altorilievo con una figura panneggiata in trono, un torso maschile etc.L’esposizione è didatticamente arricchita da pannelli con planimetrie delle varie fasi della Villa e ricca documentazione fotografica.

     

    Patti

     

    CLICCA QUI PER PRENOTARE LA TUA VACANZA 

     

    facebooktwitter