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01-02-2019

Plusvalenza vendita immobile entro 5 anni, la dimora รจ irrilevante

 

Gtres
 

 

Con la sentenza 2394/2019 la Cassazione ha stabilito che avere la dimora in un immobile non significa averne l’uso. Si ricorda che, in caso di vendita prima dello scadere del quinquennio, il proprietario realizza una plusvalenza tassabile. Per escludere la tassazione di una plusvalenza realizzata per la vendita di un immobile entro i 5 anni bisogna dimostrare l’uso ad abitazione principale e per effettuare tale dimostrazione non è sufficiente la documentazione relativa alle utenze per il consumo di acqua ed energia elettrica e la dimora è irrilevante.

Con la sentenza in commento la Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente presentato contro una decisione della Ctr Piemonte. Nel dettaglio, l’ufficio aveva notificato al proprietario di un immobile avvisi di accertamento per il 2005 e il 2006 relativi al recupero a tassazione di plusvalenze realizzate dalla vendita dello stesso, intervenuta prima dello scadere dei 5 anni.

Nel ricorso e nell’appello il contribuente ha ritenuto di avere provato sia l’uso dell’immobile, assunto a dimora in Liguria, con la documentazione relativa al consumo energetico, sia che gli dovessero essere riconosciute, a diminuzione dell’importo imponibile, le spese sostenute per l’intermediazione immobiliare e per l’installazione dell’impianto citofonico. Ma i giudici del territorio non hanno ritenuto meritevoli di accoglimento tali tesi e hanno confermato la correttezza della sentenza impugnata, non essendo stato provato dal ricorrente l’uso ad abitazione principale, da parte sua o dei familiari, per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto e la vendita, così come, pur essendo fondato il motivo del ricorso sulla riduzione della plusvalenza accertata, va comunque seguita “la decisione nel merito, reiettiva della pretesa del contribuente di riduzione della plusvalenza accertata”, per mancanza delle prove delle spese sostenute.

Non è stata poi accolta l’eccezione del contribuente della asserita assenza di prova dell’esistenza di una delega per la firma degli avvisi di accertamento e della mancanza di qualifica dirigenziale del sottoscrittore. Per la Corte “l’atto sottoscritto dal delegato di firma, mero sostituto del delegante nell’esecuzione dell’adempimento materiale della firma, è da presumersi atto del delegante anche a fronte della contestazione sulla sussistenza della delega salvo che il contribuente eccepisca e provi la non appartenenza del sottoscrittore all’ufficio o comunque l’usurpazione del potere di sottoscrizione”.

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La dimora non significa avere l’uso (Italia oggi

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