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26-10-2017

FABBRICATI RURALI: BISOGNA SISTEMARLI

Obbligo di accatastamento fabbricati rurali chiarimenti delle Entrate

Importanti chiarimenti sull’obbligo di accatastamento fabbricati rurali, l’Agenzia delle Entrate risponde alle proteste di sindaci e privati cittadini

 

Non tutto è chiaro sul fronte dell’accatastamento dei fabbricati rurali, che ad oggi risultano essere ancora censiti al Catasto dei Terreni. La legge, però, stabilisce l’obbligo per i proprietari di regolarizzare la posizione catastale, passando dal Catasto Terreni a quello Fabbricati.

Per chiarire la situazione, Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) Piemonte e l’Agenzia delle Entrate si sono incontrate per discutere circa le caratteristiche che devono possedere gli immobili per i quali sussiste l’obbligo di accatastamento. Le problematiche sono state analizzate nel corso di un importante incontro tenutosi a Torino.

Come riportato da Casa e Clima, sono emersi i principali punti di attenzione per i proprietari, stilati in collaborazione con i tecnici dell’Agenzia delle Entrate. Rientrano fra gli immobili da accatastare tutti quelli dotati di autonomia funzionale e reddituale, non ancora censiti al Catasto Edilizio Urbano. In tal caso, è obbligatorio procedere all’accatastamento dell’immobile, ricorrendo all’aiuto di un tecnico abilitato. Non rientrano nell’obbligo di dichiarazione, come da art. 3, comma 2 e 3, del Decreto Ministeriale 29 febbraio 1998, n. 28:

  • fabbricati o loro porzioni in corso di costruzione o di definizione;
  • costruzioni inidonee ad utilizzazioni produttive di reddito, a causa dell’accentuato livello di degrado (collabenti);
  • lastrici solari e aree urbane;
  • manufatti con superficie coperta inferiore a 8 mq;
  • serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;
  • vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;
  • manufatti isolati privi di copertura;
  • tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore a 150 mc;
  • manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.

Inoltre, non sono soggetti all’obbligo di dichiarazione i fabbricati diruti (ruderi). Rientrando nei casi di non obbligo di dichiarazione, si dovrà informare l’Agenzia , utilizzando il modello allegato all’avviso bonario trasmesso oppure per via telematica sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate (Servizi online – Servizi catastali e ipotecari – Servizi catastali e ipotecari senza registrazione – Fabbricati rurali – Ricerca particelle).

All’Ufficio va comunicato anche se il terreno, una volta sede di fabbricati rurali, è stato coltivato. In caso non ci fosse alcuna violazione dell’obbligo dichiarativo, non ci sarà alcuna sanzione. In caso contrario, essendo il termine scaduto il 30 novembre 2012, è prevista una sanzione minima di 1.032 euro, salvo che non venga presentato l’atto di aggiornamento, entro i termini stabiliti, e il contestuale pagamento della sanzione in misura ridotta.

Non è sufficiente la segnalazione della perdita dei requisiti di ruralità per regolarizzare la posizione catastale, è necessario presentare un atto di aggiornamento (Docfa). L’obbligo diaccatastamento rimane in ogni caso per i fabbricati che passano dalla categoria degli esenti a quella dei soggetti all’imposta. Dopo aver verificato, l’Ufficio valuterà le eventuali sanzioni

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