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05-03-2018

Il sistema di domotica che ti permette di controllare la tua casa dallo smartphone

 

Powahome
 

Una startup romana ha vinto la seconda edizione del Klimahouse Startup Award, competizione lanciata da Klimahouse, la fiera internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia che si è svolta a Bolzano lo scorso gennaio. Si tratta di Powahome, che ha ideato un sistema di domotica grazie al quale controllare da remoto, con il proprio smartphone o tablet, gli interruttori, le prese elettriche, gli avvolgibili motorizzati esistenti in casa senza modificare l’impianto elettrico. Per scoprire qualcosa di più, idealista news ha parlato con Michele Longo, che insieme al fratello Pasquale ha sviluppato questo progetto e che ha affermato: “La casa del futuro sarà sempre più interconnessa”.

In cosa consiste il sistema di domotica da voi ideato?

“Il nostro sistema di smart home si basa su piccoli dispositivi da inserire nelle cassette dell’impianto elettrico, a fianco di interruttori, prese e pulsanti che si vogliono gestire da remoto. Senza aggiungere centraline, senza dover fare lavori di muratura o modificare l’impianto elettrico, riusciamo a fare retrofit sull’impianto esistente e quindi rendere smart tutto ciò che abbiamo già in casa: interruttori, pulsanti o qualunque tipo di utenza elettrica che viene collegata anche a una presa. Dando e togliendo corrente alla presa, l’elettrodomestico preimpostabile inizia o interrompe la programmazione in base alle nostre esigenze”.

Powahome
 

Le utenze in questione quali sono?

“Elettrodomestici, luci e anche avvolgibili elettrici. Quello che vogliamo rendere possibile in una smart home è accendere e spegnere le utenze in genere. Con il dispositivo che abbiamo sviluppato gestiamo l’accensione e lo spegnimento di luci e prese e per gli avvolgibili elettrici (tapparelle, tende da sole, ecc) riusciamo ad azionarle da remoto e controllare in tempo reale la percentuale di apertura”.

Come funziona?

“Immaginiamo una cassetta con interruttori o prese: si toglie la placca, dietro un tasto inutilizzato si inserisce il dispositivo, i cavi che erano già collegati all’interruttore si collegano al dispositivo e i cavi che fuoriescono dal dispositivo si ricollegano all’interruttore e si richiude il tutto. A questo punto, si procede con la configurazione: si tratta di scansionare il QR Code che si trova sul dispositivo associando il dispositivo alla luce o utenza che controlla e all’ambiente in cui si trova. Con un’app per smartphone, ovunque ci si trovi si può vedere lo stato in tempo reale e agire di conseguenza: accendere o spegnere in base allo stato rilevato. L’applicazione è disponibile per Android e stiamo lavorando per lo sviluppo iOS”.

Powahome
 

Può essere utilizzato anche come allarme?

“Il dispositivo non nasce come sistema di allarme, ma parlando con installatori e clienti è emerso che installando questi dispositivi e trovandosi fuori casa, qualora dovesse entrare un malintenzionato che magari lascia gli avvolgibili abbassati, ma accende la luce, il dispositivo rileva un’accensione non autorizzata e invia una notifica. Il dispositivo quindi non è un sistema di allarme, ma comunque può notificare un’intrusione. Inoltre, grazie all’integrazione del nostro sistema con altri dispositivi, che siano telecamere o allarmi, se rilevo un’intrusione con il mio sistema, posso azionare una telecamera. Oppure se un altro sistema di allarme rileva l’intrusione, con Powahome posso accendere immediatamente delle luci e allontanare il malintenzionato”.

Quali sono i benefici?

“Powahome è un vero e proprio sistema di domotica e come tale, per l’utente, i principali benefici riguardano il risparmio energetico e la comodità. In termini di risparmio energetico la differenza tra un impianto elettrico tradizionale e uno domotico si aggira sul 20-25% per abitazioni e anche 35-40% per uffici. La comodità invece è meno facile da quantificare, perché è una di quelle cose che finché non ce l’hai non ne capisci il valore, ma quando ce l’hai non vuoi più tornare indietro. Powahome, inoltre, permette di godere dei benefici della domotica senza dover affrontare lunghe e costose ristrutturazioni.”

Come è nata l’idea di dar vita a Powahome?

“Mio fratello, che è ingegnere elettronico e con il quale abbiamo sviluppato questo progetto, aveva un letto a soppalco nella casa di Torino e puntualmente quando andava a dormire dimenticava la luce accesa, quindi doveva scendere dal letto per raggiungere l’interruttore del lampadario. Da buon ingegnere elettronico ha ritenuto impensabile che non esistesse una soluzione e quindi si è ingegnato per trovarne una. Questa soluzione, all’inizio ingombrante, è stata ingegnerizzata per occupare il minimo spazio e per garantire la compatibilità con tutte le serie civili da incasso oggi in commercio. L’anno scorso abbiamo partecipato al Wind Startup Award arrivando primi classificati. Abbiamo poi preso parte al programma Android Factory 4.0, programma per startup di LVenture Group e Google e gestito dall’acceleratore di startup LUISS ENLABS, arrivando finalisti. A giugno siamo stati selezionati per il programma di accelerazione in LUISS ENLABS, uno degli acceleratori di impresa più grandi d'Europa. Durante i cinque mesi del programma di accelerazione, quella che era un’idea funzionante è diventata un prodotto certificato e venduto. Alla fine del programma di accelerazione, a novembre, avevamo già venduto il nostro prodotto ai primi clienti che iniziavano a utilizzarlo. Dallo scorso novembre abbiamo avuto tantissime richieste e quindi adesso stiamo avviando la produzione industriale per abbassare i costi e poter consegnare i dispositivi che abbiamo prevenduto”.

Per acquistarlo?

“Come riporta l’osservatorio IOT del Politecnico di Milano, i sistemi di domotica vengono venduti, in Italia, principalmente dai distributori di materiale elettrico che sono ‘i supermercati’ degli elettricisti. Il nostro obiettivo è quindi distribuire Powahome presso i grossisti di materiale elettrico per garantire una diffusione capillare su tutto il territorio”.

Quali sono, a vostro avviso, le esigenze della casa del futuro?

“Secondo noi la casa del futuro sarà sempre più interconnessa e l’oggetto che racchiuderà questa serie di connessioni sarà ancora per molto tempo il telefono perché è l’unico oggetto che abbiamo sempre a portata di mano.
Intanto negli Stati Uniti, ma anche in Francia e Germania, sono già disponibili sul mercato dei sistemi di controllo vocale (Google Home e Amazon Alexa solo per citarne un paio). Questi sistemi sicuramente arriveranno in Italia nel corso del prossimo anno, se non già entro la fine del 2018. Powahome è il tassello abilitante che permette a dispositivi come questi di interagire con l’impianto elettrico già presente in casa. Uno degli aspetti principali su cui si basa Powahome è l’integrazione con altri sistemi di smarthome, così che da un’unica app si possa gestire completamente la propria casa”

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