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22-01-2019

Casa ecosostenibile, perché conviene l’impatto zero

 

Gtres
 

 

Scegliere una casa ecosostenibile, che non inquini e che produca in maniera autosufficiente l’energia, non è solo una questione di rispetto ambientale ma anche di risparmio economico. L’impatto zero non solo riduce in maniera considerevole l’inquinamento, ma anche gli importi in bolletta. Se vi state chiedendo perché scegliere una casa ecologica, ecco qualche risposta.

A fronte di un investimento iniziale mediamente più alto (anche se con una casa prefabbricata si risparmia molto) rispetto a quanto necessario per acquistare una casa “tradizionale”, un immobile a impatto zero permette di risparmiare cifre molto considerevoli sul lungo periodo, confermandosi un investimento intelligente sia per il portafoglio che per l’ambiente.

Tuttavia, è possibile anche abbattere i costi iniziali. Ormai da anni, infatti, le direttivesia europee che italiane sono orientate nell’ottica di incentivare l’acquisto o la ristrutturazione di case ecosostenibili. Tanto per fare un esempio, la legge di Bilancio 2019 ha confermato gli sgravi fiscali Irpef o Ires fino al 65% per:

  • chi riduce il fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • per chi opera coibentazioni;
  • per chi sostituisce infissi o finestre;
  • per chi installa pannelli solari.

Ma è un progetto che parte da lontano, quello di promuovere una nuova cultura dell’abitare in ottica ecosostenibile. La prima direttiva europea, infatti, risale al 2010 e stabiliva che tutti gli edifici di nuova costruzione entro il 2020 sarebbero dovuti essere a energia quasi zero (scadenza fissata al 31 dicembre 2018 invece per gli edifici occupati da enti pubblici). La tabella di marcia poi è stata corretta, posticipando il limite al 2050 con tappe intermedie di verifica nel 2030 e 2040.

L’obiettivo europeo è che progressivamente si costruiscano e ristrutturino case solo nell’ottica dell’impatto quasi zero, con un fabbisogno energetico esterno praticamente nullo e coperto da fonti rinnovabili. Nel 2015, infatti, la riduzione delle emissioni dovrebbe assestarsi in una forbice tra l’80 e il 95% in meno rispetto a quanto si registrava nel 1990.

Ma come fare per raggiungere l’obiettivo? La parola magica è investimenti, che nel caso delle case ecosostenibili sono anche sicuri, garantendo un ampio margine di ritorno sul lungo periodo. Tanto per fare un esempio, installare un pannello fotovoltaico su un tetto con esposizione a sud e in una posizione geografica soleggiata nel centro Italia costa mediamente 18.000 euro.

Ma lo stesso pannello produce anche 4.000/4.500 kwh all’anno, il che significa anche un incasso che oscilla tra i 1.760 e i 1.980 euro, che consentono di ammortizzare la spesa iniziale nel giro di nove o undici anni. I pannelli solari sono garantiti per 20 anni e durante questo periodo si ottiene in media un rendimento del 5,3%.

A questo va aggiunto che non si deve neanche pagare la bolletta, risparmiando quindi ulteriori 700 euro l’anno di spese energetiche. Impiantando una pala eolica sul tetto di una casa ecosostenibile, per una spesa dai 2.500 ai 3.500 euro, la produzione di energia oscilla tra 1.500 e 2.500 ore l’anno.

Fondamentale, per puntare su una casa a basse emissioni, è anche la scelta degli elettrodomestici (ma non solo) che devono essere delle classe energetiche più performanti (classe A). Anche i piani cottura possono evitare la dispersione di calore e con un indice di efficienza del 90% contro il 60% dei piani elettrici in vetroceramica e il 50% dei piani a gas, riducendo anche i tempi di cottura.

Si può risparmiare sui consumi dell’acqua applicando un rubinetto con miscelatore e impianto sottolavello per micro-filtrare, raffreddare e rendere frizzante l’acqua potabile realizzando un risparmio pari a 500€ l’anno che è la spesa media di una famiglia italiana per l’acquisto di acqua minerale.

fonte: idealista.it

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