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12-06-2018

Perdere casa: i rischi da evitare

 

Gtres
 

 

Essere proprietari di un immobile non vuol dire dormire sonni tranquilli. Esistono, infatti, casi che possono far perdere la propria casa. E non si parla solo del mancato pagamento delle rate del mutuo. Vediamo le situazioni che possono rivelarsi pericolose.

Perdere casa, debiti con il fisco

Per quanti debiti si possano avere con il Fisco, chi ha una sola casa di proprietà, adibita a civile abitazione e luogo di residenza, non di lusso, non può vedersi pignorare il bene dall’Agenzia Entrate-Riscossione. Questo perché la casa viene considerata “bene primario” per la sopravvivenza. Nel caso, però, in cui una di queste condizioni viene meno, si può correre il rischio di vedersi pignorare l’abitazione.

Nelle ipotesi, ad esempio, in cui:

  • il contribuente cambia residenza e la fissa in un altro immobile (la “prima casa” diventa automaticamente pignorabile);

  • il contribuente destina l’immobile a ufficio e va a vivere in affitto;

  • il contribuente accetta un’eredità o una donazione e diventa proprietario, anche per una piccola quota, di un secondo immobile o un terreno (in questo caso si perde la condizione richiesta dalla legge per l’impignorabilità della prima casa, ossia il fatto che essa sia anche l’unica).

Bisogna ricordare che il pignoramento immobiliare del fisco è possibile solo a condizione che il debito abbia raggiunto almeno 120.000 euro, quindi riducendo l’entità del debito e facendo un pagamento parziale e spontaneo si può evitare il rischio di perdere la casa.

Donazione con debiti Irpef non pagati superiori a 50.000 euro

Chi ha un debito per Irpef non pagato superiore a 50.000 euro e dona la propria casa a un familiare commette un reato chiamato “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”.

Fondo patrimoniale

Una volta costituito il fondo patrimoniale, tutti i debiti successivi contratti per esigenze estranee ai bisogni primari della famiglia, non possono dar luogo a un pignoramento. Ma con l’ordinanza n. 4196/2018, la Cassazione ha stabilito che, se risulta che il fondo patrimoniale è solo artificioso e costituito all’unico scopo di sottrarre la casa ai creditori, questi possono far dichiarare la simulazione dell’atto in qualsiasi momento, anche a distanza di molto tempo (ben oltre, quindi, i cinque anni stabiliti per l’azione revocatoria).

Ma come fare a capire che il fondo è simulato? Un esempio di fondo patrimoniale artificioso è quello in cui viene inserita la clausola in virtù della quale i coniugi si danno atto che la casa inserita nel fondo può essere in qualsiasi momento venduta, nonostante la presenza di figli minorenni, senza bisogno del consenso del giudice tutelare.

Perdere casa, reati o evasione fiscale

La commissione di un reato porta alla confisca dei beni acquisiti con il prodotto di tale reato o, in alternativa, la confisca per equivalente dei beni di proprietà. Tra i reati c’è anche l’evasione fiscale, se vengono superati determinati importi.

Ma anche chi paga tutti i creditori può perdere la casa, se commette degli illeciti fiscali. A seguito del processo penale ci può essere la confisca della casa, anche se in comunione dei beni o inserita nel fondo patrimoniale. Secondo la Cassazione è confiscabile anche la casa se di proprietà del coniuge, qualora dovesse risultare che l’intestazione è solo fittizia.

Debiti condominiali

Davanti ai debiti con il condominio, nessuno è nullatenente, poiché la qualifica di condomino spetta solo al proprietario dell’appartamento. Chi, dunque, non paga le quote all’amministratore può sempre subire il pignoramento immobiliare, anche per piccole cifre.

Come non perdere casa se il condominio non paga i creditori o non risarcisce i danni

La casa è in pericolo anche quando il condominio ha debiti e non può far fronte al pagamento. E’ il caso, ad esempio, di un creditore non pagato o di una persona che subisce dei gravi danni fisici a causa di un difetto di manutenzione dei beni comuni. Il creditore, dopo aver tentato il pignoramento del conto condominiale, può aggredire i beni dei singoli condomini, ciascuno in proporzione dei rispettivi millesimi.

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