Blog

15-05-2017

MILANO: LA CAPITALE ECONOMICA E DEL DESIGN

fonte: Fondazione Giannino Bassetti (flickr cc)
fonte: Fondazione Giannino Bassetti 

"Milano non è solo la capitale del design e dell'economia,

ma è la vera leader del Paese"

 

E' dal 1961 che il Salone Internazione del Mobile riunisce a Milano espositori da tutto il mondo, trasformando la città nella capitale del design e dell'arredo. Marco Sabetta, direttore generale dell'evento, illustra a idealista news le novità dell'edizione di quest'anno e l'importanza strategica del Salone per l'intero Paese.

Un bilancio dei primi giorni del Salone 2017?

Non posso dire altro che il primo bilancio è ottimo, soprattutto per la risposta positiva che stanno avendo gli espositori da parte degli operatori in visita ai diversi stand. Abbiamo inoltre avuto l'onore - si tratta della prima volta nella storia del Salone - di avere come ospite il presidente Mattarella che ha voluto tenere un discorso inaugurale davanti al "popolo" del Salone.

Quali sono le novità più importanti dell'edizione di quest'anno? 

Ogni padiglione, ogni stand, è pieno di novità, intese come prodotti e  tecnologie. Quest'anno abbiamo un gradito ritorno, quello di Euroluce, oltre agli allestimenti della mostra Workplace 3.0, il salone dedicato agli uffici. La scommessa di quest'anno era raddoppiare il famoso padiglione xLux, ed è stata una scommessa vinta. Senza contare il nuovo format creato per il mobile classico.

Cosa significa il ritorno di Luti alla presidenza del Salone del Mobile?

La scelta importante è stata quella di sdoppiare le due cariche, quella di presidente di FederlegnoArredo da una parte e di presidente del Salone del Mobile, dall'altra. Questo per evitare anche possibili conflitti di interesse. Tra il ricco parterre di candidati disponibili, il presidente della federazione Orsini ha voluto richiamare Claudio Luti, che aveva già guidato con successo il Salone dal 2012 al 2014. Questo come segno di continuità rispetto al passato, per far sí che il Salone sia sempre al primo posto nel mondo.

Qual è il ruolo strategico di quest’evento per la città di Milano?

Senza falsa modestia, posso dire che il Salone del Mobile sia stato un po' il precursore di altri grandi eventi, Expo in primis. Non a caso Sala, ex commissario dell'Esposizione, e attuale sindaco di Milano, a suo tempo disse di voler prendere il Salone del Mobile come esempio. Noi siamo i precursori di tutto ciò che di buono sta avvenendo nella città di Milano. 

Milano sta davvero "trainando il resto del Paese", come ha detto il sindaco Sala?  

Senza dubbio è una città incredibile a livello di turismo, eventi, visite, e opportunità. Milano non è solo la capitale del design e dell'economia, ma è la vera leader del Paese. La città è riuscita a superare anche i disagi legati allo sciopero dei trasporti e il numero dei visitatori del Salone non ne ha risentito.

Il ruolo del design made in Italy nel panorama internazionale?

E’ un ruolo di primaria importanza. Siamo i migliori del mondo. Tutti i più grandi architetti, sia quelli già affermati, sia quelli che si affacciano a questo settore, vogliono venire a lavorare per le aziende italiane. Perché qui c’è ancora tanta passione, talento, c’è il saper fare, ciò che in altri Paesi del mondo pensano sia impossibile da realizzare, i nostri artigiani sono capaci di farlo.

Di cosa ha ancora bisogno il settore dell'arredo?

Noi siamo degli eccelenti solisti, ma raramente sappiamo presentarci uniti. Noi come salone cerchiamo di ovviare a questo problema, ma dobbiamo presentarci sempre più uniti, sempre più compatti.  Il segreto è saper fare squadra e saperci vendere al meglio. E’ ciò che dicono gli imprenditori: siamo tanto bravi a fare i prodotti, ma ci sono altri che sanno venderli molto meglio di noi. Forse dovremmo lavorare dal punto della comunicazione e del marketing.

E dal punto di vista delle misure fiscali?

I vertici di Federlegno stanno facendo pressione per la rintroduzione del bonus mobili per le giovani coppie. E' qualcosa che ha aiutato molto le nostre aziende, la nostra economia e l'occupazione. E tutto con un costo marginale per lo Stato. Io mi auguro solo che tutte le iniziative volte a favorire lo sviluppo del mercato possano continuare.

FONTE: IDEALISTA.IT

facebooktwitter