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22-07-2017

IMMOBILI ALL' ASTA ANCORA TANTI E TROPPI

Gtres
 

Case all'asta: -31% negli ultimi mesi, ma oltre il 60% si vende per meno di 100mila euro

 

Il numero di immobili messi all'asta è sceso fortemente negli ultimi sei mesi: le procedure in corso a luglio sono infatti 22.969, a fronte delle 33.304 rilevate lo scorso gennaio. Un calo rilevante del 31% da cui emerge un miglioramento della situazione delle famiglie, anche se a pagare il prezzo più alto della crisi sono sempre i redditi medio-bassi. Il 66% delle case si vende infatti a un prezzo inferiore a 100mila euro.

I numeri emergono dal Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, che è stato presentato in Senato. Il rapporto registra un'inversione di tendenza rispetto alla crescita registrata nelle due precedenti rilevazioni: +5% nel luglio 2016, +10% a inizio 2017. 

Se il  66% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, la quota sale addirittura fino all'88% se si prendono in esame anche gli immobili appartenenti alla fascia tra 100.000 e 200.000 euro.
Il calo degli ultimi sei mesi è generalizzato per tutte le fasce di prezzo degli immobili e oscilla tra il -15% di quelli compresi nell'intervallo tra 500.000 e un milione di euro e il -41% di quelli con un valore oltre i 3 milioni di euro, passando per il -33% di quelli fino a 100.000 euro, i più numerosi.

Crollo delle abitazioni a partire dal Nord

A trascinare il crollo del dato sulle abitazioni finite in vendita forzata è stato il Nord del Paese, passato da 15.749 a 8.817 procedure (-44%). Assai consistente anche la riduzione verificatasi nel Mezzogiorno (4.766 gli immobili attualmente interessati, -34%), mentre più contenuta è stata la flessione delle regioni centrali (-17%). Maggiori sofferenze, invece, permangono nelle Isole: in Sicilia e Sardegna il fenomeno si è addirittura accentuato, seppur in modeste proporzioni (4.503 case all'asta contro le 4.483 di sei mesi fa).

Primato di case all'asta in Lombardia

Poco meno di un quinto degli immobili oggetto dello studio, pari a 4.438 unità, è localizzato in Lombardia, che mantiene come sempre il primato in Italia e che è una delle tre regioni con una percentuale a due cifre in rapporto al totale nazionale. A seguire ci sono Sicilia (3.875) e Lazio (2.578). A livello di province, invece, spiccano le 1.464 abitazioni in vendita forzata di Roma, che precede Bergamo (1.336), Catania (1.111), Palermo (1.076) e Brescia (1.000).

I fattori che incidono sulla diminuzione

 "Il quadro è meno preoccupante rispetto a quello di sei mesi fa - ha detto Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi -, anche se il numero delle persone che vive il dramma di una casa posta in vendita forzata rimane consistente. Sulla drastica diminuzione del dato possono avere inciso almeno un paio di fattori: da una parte il recepimento delle agevolazioni fiscali per le compravendite di questo tipo; dall'altra il consolidamento della tendenza da parte degli istituti di credito ad attenuare l'irruenza nei confronti di chi si trova in una situazione di sofferenza finanziaria".

fonte: idealista.it

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