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10-04-2017

VIDEOSORVEGLIANZA IN CONDOMINIO

 

 

 

 

La materia della videosorveglianza in ambito condominiale e' una materia che e' nata insieme alla nascita dei primi

 

apparecchi di

 

 

videosorveglianza; ma nel contempo ha sempre avuto un vuoto normativo, che è stato colmato dalla riforma del

 

condominio, l. n.

 

 

220/2012, che, per la prima volta si è occupata degli impianti di videosorveglianza sulle parti comuni, attraverso il nuovo

 

art.

 

 

1122-ter.

 

Infatti, per tutelare la sicurezza dei beni e delle persone, sempre di più, vengono installati impianti di videosorveglianza presso le

strutture abitative e condominiali.

 

Prima di accennare l'articolo in questione specifichiamo cos'e' il condominio:

 

e' un luogo di stretta convivenza di persone e quindi bisogna saper dosare la trasparenza nella gestione della cosa comune e il diritto alla riservatezza di ciascuno, tutelato dal Codice della privacy.

Così l'amministratore dovrà saper conciliare di volta in volta queste due necessità che la legge considera ugualmente importanti senza che l'una prevalga l'altra.

L’articolo 1122 ter si occupa proprio della videosorveglianza e pone termine a diatribe e interpretazioni non sempre univoche sull’argomento.

Innanzitutto, distinguiamo l'installazione dell'apparecchio di videosorveglianza se fatto dal singolo condomino oppure se dal condominio.

Nel caso in cui unsingolo condominodecida di installare una telecamera ad uso personale, può farlo, a proprie spese, e senza l'autorizzazione dell'assemblea condominiale.

Se invece è un inquilino, può farlo sempre a proprie spese,e nel caso in cui si trasferisca potrà ovviamente rimuovere l’impianto.

Un condomino quindi, può decidere di installare una videocamera per riprendere l’ingresso del proprio appartamento, o del proprio posto auto, ma l’angolo della ripresa dovrà essere limitato esclusivamente allo spazio privato, ad esempio dovrà inquadrare solo la porta d’ingresso e non il pianerottolo.


 

In questo caso non si applicano le norme stabilite dalGarante della privacyper gli impianti di videosorveglianza.

Non sarà necessario esporre un cartello per avvisare della presenza di telecamere, né nominare un incaricato per il trattamento dei dati.

Se invece e' il Condominio e' ha decidere di installare un' apparecchio di videosorveglianza per controllare le aree comuni,è necessario conoscere bene le norme.

Il legislatore stabilisce il quorum necessario per la delibera:la proposta dovrà essere approvata dall’assemblea a maggioranza degli intervenutiche rappresentino almeno metà del valore della proprietà.

 

In questo caso però viene applicato ilregolamento sulla privacy,quindi devono essere esposti i cartelli in cui si informa

 

che l’area è video sorvegliata; le registrazioni possono essere conservate solo per 24/48 ore.

 

 

I dati inoltre devono essere protetti e visionabili solo dalle persone autorizzate, è necessario nominare un incaricato per i

 

 

trattamento dei dati, che di solito è l’amministratore.

 

Per non incorrere nel reato di interferenza nella vita privata, il campo visivo, cioè l’ampiezza dell’inquadratura delle riprese

 

deve essere limitato agli spazi di esclusiva pertinenza del condominio.

 

Le misure e le precauzioni previste dal Garante,in riassunto sono:

 

-le persone che transiteranno nelle aree sorvegliate dovranno essere informate con appositi cartelli delle presenza delle telecamere;
-nel caso di impianti collegati alle forze dell'ordine, sarà necessario apporre uno specifico cartello che lo evidenzi;
-le immagini registrate potranno essere conservate per un periodo limitato, cioè sino a un massimo di 24-48 ore, fatte salve specifiche esigenze, come la chiusura di esercizi oppure di uffici che hanno sede nel condominio, o di ulteriore conservazione in relazione ad indagini della polizia o comunque di natura giudiziaria;
-le telecamere condominiali dovranno riprendere solo le aree comuni da controllare, evitando la ripresa di luoghi circostanti quali strade, altri edifici, edifici commerciali eccetera;


-i dati raccolti dovranno essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza, in modo da consentirne l'accesso solo alle persone autorizzate oppure al titolare o al

responsabile del trattamento dei dati (solitamente e' l'amministratore)


In caso di violazione sono previste sanzioni amministrative e penali,con eventuali risarcimenti, se richiesti. Oppure

 

può scattare un provvedimentodi blocco da parte del Garante.


 

Per quanto riguarda laripartizione delle spesesi devono distinguere due casi: nel caso di installazione e sostituzione di impianti di videosorveglianza le spese sono a carico del proprietario-locatore, le spese invece di manutenzione ordinaria degli impianti di videosorveglianza sono a carico degli inquilini.


 

L'impianto di videosorveglianza, per riassumere, può essere montato sia dal condominio che dal condomino.

E' uno strumento importante, che può aiutare a prevenire e contrastare furti e atti vandalici nei condomini; ed infine aiutare addirittura le forze dell'ordine per alcune indagine ma nello stesso tempo va utilizzato in modo impeccabile, per non ledere il diritto e la privacy di altre persone e condomini.


 

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